brescia

23 settembre 2019 - 18 maggio 2020

2 + 30 incontri

18:00 - 20:00

polo culturale diocesano

via bollani, 20 - brescia

santaceciliabrescia.it

250 anni dalla nascita di

Ludvig van Beethoven

figura centrale della cultura

e della storia europea

tra la modernità e la contemporaneità


musicastoriamusiche

in ogni sede

in questa stagione 2019-2020

dedicherà ampio spazio alla sua musica

A un quarto di millennio dalla sua nascita (1770) l’intento principale dei numerosi incontri dedicati al compositore sarà quello di verificare, dalla prospettiva del terzo millennio, non solo la percezione di quanto Beethoven sia stato una figura centrale nella storia della musica occidentale, e uno degli spiriti creativi più importanti di ogni tempo e luogo, ma soprattutto quanto sia semplicemente impossibile una descrizione della storia (della civiltà, della società, della cultura) europea contemporanea che prescinda dalla figura di Beethoven.


Beethoven nacque all’epoca di Voltaire e di Giuseppe II, aveva poco meno di vent’anni nel fatidico 1789, visse in prima persona, e con pieno coinvolgimento, l’epoca napoleonica e quella della disillusione e della restaurazione:

morì nel 1827, alle soglie del periodo di rivoluzioni che (preannunciate dai moti del 1820-1821) avrebbero sconvolto l’Europa intera a partire dal 1830, per culminare nel 1848.


Le sue Sinfonie e i suoi Concerti, le Sonate e i Quartetti, il Fidelio e la Missa solemnis sono parte non eludibile della narrazione di quest’epoca: non si può compiutamente dirne prescindendo da Beethoven.

Attraverso questi capolavori e la sua stessa vita e carriera Beethoven rivendica alla musica con potenza ed efficacia prima inaudite il ruolo di agente fondamentale della storia: un ruolo che si è soliti riconoscere senz’altro alle arti figurative ed alla letteratura, ma non con altrettanta franchezza (principalmente in Italia, purtroppo) alla musica.

A Beethoven saranno dedicati ben quattordici dei trenta incontri della stagione bresciana di musicastoriamusiche: qui il calendario completo degli incontri

Sei incontri, a fine stagione, concluderanno con Siegfried e Crepuscolo degli dèi

il percorso iniziato lo scorso anno,

dedicato all’Anello del Nibelungo di Wagner


Per una introduzione al Ring tratta dal volume di prossima uscita del Prof, Iuliano:

Se in qualche modo possiamo considerare il 1848 l’anno in cui si chiuse il ciclo storico iniziato in Europa all’epoca di Voltaire e di Giuseppe II (quello della prima giovinezza di Beethoven),

in senso niente affatto simbolico Wagner di quel 1848 fu protagonista.


In modo ben diverso da Beethoven, Wagner fu attore primario delle vicende europee:

in nome della sua fede incrollabile nel potere rivoluzionario del teatro musicale, Wagner agì come rivoluzionario anche in modo tangibile e operativo, sulle barricate di Dresda, insorto fra gli insorti, accanto a Bakunin e ad altri esponenti del mondo socialista ed anarchico.


L’Anello del Nibelungo inizia il lungo suo cammino proprio nel 1848, per concludersi - ventotto anni dopo - con la prima rappresentazione (Bayreuth, 1876).


Avviato nello stesso anno di pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels, condividendo di quel ’48 fiamme fervori e speranze, il Ring wagneriano venne consegnato ai posteri all’epoca di Bismarck e di Guglielmo I, in una Europa nella quale si avvertivano i prodromi di una catastrofe senza precedenti. 

Gli altri incontri della stagione (qui il calendario dettagliato)

saranno dedicati:


ai due più conosciuti lavori comici di Gaetano Donizetti: L’elisir d’amore e Don Pasquale (3 incontri);


ad Aida di Giuseppe Verdi (2 incontri, in concomitanza con la rappresentazione dell’opera al Teatro Grande);


ai primi tre capolavori che Stravinskij scrisse per i Ballets Russes: L’uccello di fuoco, Petruška e Il rito della primavera (3 incontri);


a un florilegio di musiche che in epoca barocca hanno illustrato il tema natalizio (2 incontri).


La stagione 2020 di musicastoriamusiche avrà inizio con due incontri ad ingresso libero dedicati a Ravel (L’heure espagnole, L’enfant et les sortileges) in concomitanza con la rappresentazione, al Teatro Grande di Brescia, del primo dei due lavori raveliani.