per diffondere la conoscenza della musica classica, in modo semplice ma non banale, divulgativo ma serio e rigoroso

per formare e far crescere gruppi di appassionati, le cui competenze musicali, quali che siano in partenza, possano evolvere con il passare degli anni

per condividere, attraverso la conoscenza della musica, l’amore per la musica

c’è bisogno di ascolto, non c’è dubbio

occorre ascoltare, perché il nostro tempo idolatra il vedere, e l’apparenza può trarre in inganno.

ascoltare allarga la vista e approfondisce lo sguardo

la musica è amica di questo cammino: essa esiste anzitutto per farsi ascoltare. 

così, se lo desideriamo, attraverso la musica possiamo apprendere ad ascoltare meglio


il progetto musicastoriamusiche ambisce a creare (e là dove il progetto è stato attuato il risultato è stato ottenuto) gruppi di ascolto, piccole comunità in cui possano circolare, e poco a poco vengano condivise, conoscenze, esperienze ed emozioni nate dall’ascolto della musica dei grandi compositori del passato e del Novecento.


un microcosmo, tuttavia, reale: l’esperienza di una sala da concerto riprodotta in un luogo più piccolo, nel quale però, oltre ad ascoltare, si ragiona di musica, ci si lavora, ci si interroga, si comprende, si dialoga.


il tutto senza alcun pre-requisito, senza la necessità di conoscenze tecniche pregresse: ognuno porta quello che è, e porta via qualcosa

accade anche al relatore

ciò rende per tutti (relatore compreso) l’ascolto musicale una palestra di ascolto tout court


l’ambizione è quella di creare le condizioni per sviluppare una attenzione crescente e soprattutto consapevole nei confronti della musica classica, con l’intento di intercettare l’interesse non solo di coloro che già amano e coltivano questo repertorio, ma soprattutto di coloro i quali vi si siano avvicinati solo sporadicamente o addirittura mai.


obiettivo, e insieme filo conduttore, di musicastoriamusiche è quello di aiutare a creare, col tempo, un buon pubblico per la musica classica: un buon pubblico di ascoltatori che uniscano al sano piacere di nutrirsi del bello musicale anche una consapevolezza degli aspetti storico-stilistici, delle intersezioni fra la musica, la cultura e la società di un’epoca, qualche capacità di entrare nella musica anche con qualche nozione tecnica o (perché no?) suonando


dunque: diffondere e condividere la cultura musicale, in modo semplice ma non banale, divulgativo e non serioso ma serio e rigoroso.


la rapidità, che sembra oggi il timbro prevalente della comunicazione ad ogni livello, è nemica dell’approfondimento (quando non diviene alleata elettiva della superficialità). spesso desideriamo di più, e più in profondità:

entrare nella musica ci insegna la lentezza,

perché la musica è signora del tempo.