
Molti anni, ben più di dieci: dubbi, domande, incertezze, entusiasmo, lavoro, la scrittura che esita e riprende con slancio, e ancora dubbi…
Quando, talora, mi è parso che tutto s’inceppasse, una rinnovata dedizione all’ascolto mi ha sempre sorretto: riprendere lo spartito, al pianoforte, per l’ennesima volta, per pormi nuove domande, per trovare qualche risposta.
Alla fine (devi decidere che) il lavoro è terminato, e finalmente gli anni prendono forma in un volume, che ora chiede nuova e diversa cura: quella di presentare il libro ai lettori, nella speranza che esso corrisponda a quanto avevo immaginato per loro.
Avevo immaginato, anzitutto, un volume utile. Quando ho affrontato la Tetralogia wagneriana in cicli di conferenze o in corsi accademici, l’ho sempre fatto con timore ed esitazione: dubitavo che qualcuno potesse, con me, reggere la fatica di affrontare le quindici ore di musica-teatro senza maturare, alla fine, un poco di avversione per Wagner, per i nani e gli eroi, gli dèi ed i giganti. E invece gli studenti per lo più sostenevano splendidi esami sul Ring, e l’uditorio dei miei cicli di conferenze maturava passione e competenza per L’anello del Nibelungo: molti di loro hanno atteso, con affettuosa sollecitudine, la pubblicazione di questo volume. Vorrei dunque che esso fosse utile, ad intraprendere un nuovo cammino, e ad addentrarsi nel grande racconto musico-drammatico wagneriano, che si rivela sempre fonte di stupore ed emozioni.


Il libro si rivolge anzitutto al pubblico degli appassionati di teatro musicale, e presenta non solo un’approfondita guida all’ascolto dell’Anello del Nibelungo (con un vasto apparato di esempi musicali online), ma anche un’esposizione del contesto (biografico, stilistico, musicale, storico, storico-musicale), necessaria per accostare il capolavoro wagneriano.
Ma io sostengo una teoria audace (o, se si preferisce, sono animato da grande ottimismo): che si possa divenire “appassionati di teatro musicale” proprio attraverso una buona lettura del Ring wagneriano. Certo, non è la via più agevole: ben altri sono i lavori a cui si può accedere con meno fatica. Ma quella della Tetralogia è una esperienza di tale vasto respiro (musicale, drammatico, spirituale, simbolico, umano) da costringerci ad accedervi con tutti noi stessi, senza riserve e senza parsimonia. Almeno una volta nella vita, a mio avviso, occorre farlo, perché questo ci conferisce una ricchezza impagabile: chi ha letto con la necessaria cura l’intera Commedia dantesca o l’intero Faust goethiano sa di che cosa parlo. Sono opere che mutano la vita di chi le affronta, in un modo del tutto peculiare e differente, rispetto a pur memorabili esperienze, come quella di un sonetto di Petrarca, o di una Sonata di Beethoven, di una Mazurka di Chopin, di una Sinfonia di Brahms.


Infine, il mio auspicio è che il lettore tragga dal volume non solo un accompagnamento all’ascolto della Tetralogia, ma – vorrei dire – una guida all’ascolto musicale tout-court: la ricchezza, la varietà e la complessità del capolavoro wagneriano ne offrono la possibilità, che è alla portata di tutti, più di quanto s’immagini, purché (per dirla col Manzoni) si “duri la fatica” di percorrere il cammino.
Il volume (798 pagine) è accompagnato da un supplemento online, che comprende gli oltre 400 esempi musicali riferiti ad altrettanti passi discussi nel testo, i testi dei quattro drammi (indicizzati, al fine di un’agevole consultazione), i link agli spartiti ed alle partiture, oltre ad un Companion digitale di circa 270 pagine. Quest’ultima risorsa mi ha consentito di offrire al lettore contenuti aggiuntivi (che avrebbero aumentato fino al migliaio di pagine la mole già impegnativa del libro) e una comoda fruizione digitale di alcune sezioni già contenute nel volume, come la sinossi e l’elenco dei personaggi.

Indice del volume e del supplemento online: