Senza musica la vita sarebbe un errore

Friedrich Nietzsche: Götzen-Dämmerung. Crepuscolo degli idoli, ovvero Come si filosofa col martello (1889)

Non tutta la musica, s’intende, rende giustizia all’aforisma di Nietzsche. La trentatreeseima delle Sentenze di Götzen-Dämmerung, da cui ho preso il titolo di questa pagina, recita:

Quanto poco ci vuole per essere felici! Il suono di una zampogna.
Senza musica la vita sarebbe un errore. Il tedesco pensa che persino Dio canti delle canzoni.

Il suono della zampogna (di tristaniana memoria) e il canto di Dio, confini estremi del cosmo entro il quale è sospesa la musica, quella essenziale, necessaria e verace cui fa riferimento Nietzsche.
Ma definirla ulteriormente è sommamente difficile: tanti suoni cui si attribuisce la qualifica di “musica” sono – o ci appaiono – erronei, e tanta musica-verità ci è ignota, al pari di altri misteri della vita.
Del resto è rischioso anche tentare di tracciare i confini esatti dell’aforisma nietzschiano, che sta in un libro (uno degli ultimi, prima della caduta) del quale lo stesso Nietzsche scrisse, in Ecce homo: “[uno scritto] sereno e fatale nell’intonazione – un demone che ride” (e l’accenno al “tedesco” pare proprio un riso beffardo, come il titolo antiwagneriano Götzen-Dämmerung e il gioco di parole fra Dämmerung, crepuscolo, e dem Hammer philosophirt, filosofare a martellate).

Per farla breve: ho speso finora buona parte della mia vita, e intendo continuare a farlo, cercando di camminare nella terra della musica-non-erronea, e – soprattutto – cercando di condividere il cammino, lanterna in mano, con altre persone: con i miei studenti, con le persone che seguono da anni i miei incontri, e con le persone cui ho voluto e voglio bene.

Le varia sezioni di questo sito, e le sue pagine, rendono conto delle attività attraverso cui concretamente percorro quella strada: dalla attività accademica, ai cicli di lectures che, sotto il nome di MusicaStoriaMusiche, ogni anno raccolgono l’interesse (e il gradimento, devo dire) di molte persone.

Oltre a questo, avendo rinunciato ad altri modi di comunicazione del pensiero e delle idee, userò questo spazio per metterne un po’ nero su bianco, talvolta senza tanti giri di parole. Del resto questa è casa mia, e ci faccio quello che mi pare.

Nietzsche, Das fragment an sich (1871)